L’Ottocento

Gallerie d'Italia Napoli - Palazzo Zevallos Stigliano

Le scuole di pittura paesaggistica: Posillipo e Resina

Nella Sala degli Uccelli si trova un cospicuo nucleo di opere realizzate dagli esponenti della cosiddetta Scuola di Posillipo:

Questi artisti si presentano come eredi dei pittori stranieri che a Napoli erano stati nel Settecento protagonisti del Grand Tour, ma anche come interpreti, vicini a Corot e Turner, di un approccio romantico, emotivo e sentimentale alla natura.

Dopo la metà del XIX secolo si approda alle esperienze della Scuola di Resina, dal nome della località ai piedi del Vesuvio dove i pittori si trovavano a dipingere en plein air con procedimenti innovativi che ricordano quelli dei macchiaioli e degli impressionisti francesi.

In questo periodo si afferma la personalità di Nicola Palizzi, che sembra riprendere la vena sperimentale della Scuola di Posillipo per anticipare, grazie all’uso efficace della ‘macchia’, quelli che saranno i risultati innovativi della Scuola di Resina. Dopo il soggiorno del 1856 a Parigi, nei suoi paesaggi si ritrovano le suggestioni di Corot, come ne I mietitori, ma anche di Courbet e della Scuola di Barbizon, come nel Paesaggio con laghetto.

Volti e figure: artisti, modelle e donne del popolo

Nella Sala Pompeiana si cambia registro dal punto di vista formale e iconografico con la serie dei dipinti di figura, tra i quali meritano uno sguardo più attento:

  • Ritratto del pittore Vincenzo Migliaro (1876) realizzato dal coetaneo Gaetano Esposito come pegno di amicizia
  • i due Autoritratti (1868 circa e 1877 circa) di Francesco Paolo Michetti, destinato a diventare un protagonista sulla ribalta nazionale anche per il suo legame con Gabriele D’Annunzio
  • Dama col ventaglio (1874) di Domenico Morelli: questo capolavoro è l’immagine trasfigurata di Anna Cutolo, popolare modella napoletana che diventerà la moglie di Vincenzo Gemito

Questi artisti si presentano come gli interpreti di una femminilità e di una sensualità tutte mediterranee, anzi partenopee. La fragrante materia pittorica utilizzata, stesa con pennellate robuste che addensano gli strati di colore, rende con grande efficacia questa vitalità prorompente, tutta fisicità e sentimento, gioia e dolore insieme.

La pittura prospettica

Nella sezione successiva vi sono significativi esempi della cosiddetta “pittura prospettica” che ha goduto di grande fortuna in tutta Europa, in quanto rispondeva al crescente interesse per i luoghi teatro di eventi storici e dedicati al culto.

Emblematici di questo genere sono:

Non si possono infine non ricordare le brillanti scene di vita moderna realizzate da Carlo Brancaccio, Francesco Mancini, Francesco Paolo Diodati e Vincenzo Migliaro, sorprese lungo le strade della Napoli moderna, come l’elegante via Toledo o davanti alla Villa Comunale.

Vincenzo Gemito: ’o scultore pazzo

La Sala della Fedeltà – detta anche Sala di Intrattenimento – ospita le opere di Vincenzo Gemito, uno dei capisaldi della collezione d’arte delle Gallerie d’Italia di Napoli. Terrecotte, bronzi e disegni che documentano la sua straordinaria parabola artistica: un percorso intrecciato con il dramma personale di un’esistenza minata da profondi squilibri psichici, che sfociarono in lunghe interruzioni dell’attività creativa.