Skip to Header Skip to Content Skip to Footer
,,
,

HUG ME Milan '24

DOVE

Gallerie d'Italia - Milano

QUANDO

Dal 21 Marzo al 26 Maggio 2024

TAG
,

Progetto HUG ME – Milano: Laboratorio con artista

Fabio Pietrantonio incontra i visitatori offrendo la sua personale riflessione sul ciclo vitale dell’albero. Il progetto, pensato come un laboratorio didattico aperto e inclusivo, vuole coinvolgere e sensibilizzare il pubblico nella dimensione artistica di Pietrantonio. Un’attività creativa, ricca di suggestioni simboliche e spirituali che si ispirano a un rapporto armonico con la natura nella quale i partecipanti si troveranno a interrogarsi, opportunamente guidate dall’artista, sul rapporto di simbiosi e di sintonia, per stimolare una riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura.

Incontri rivolti alla scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado
Nelle giornate di 27 marzo, 10 aprile, 18 aprile, 8 maggio alle ore 12:00,  13:00 e alle 14:00 
Attività gratuita con prenotazione obbligatoria tramite mail milano@gallerieditalia.com

Incontri rivolti agli adulti
Nelle giornate del 23 marzo e 20 aprile alle ore 16:30, 18 maggio e 19 maggio alle ore 17:00
Attività gratuita con prenotazione obbligatoria tramite mail milano@gallerieditalia.com


Le Gallerie d’Italia - Milano ospitano il lavoro di Fabio Pietrantonio, artista eclettico e originale, la cui ricerca è ricca di suggestioni simboliche e spirituali che si ispirano a un rapporto armonico con la natura. HUG ME è un nuovo format culturale che ruota attorno alle attività dei laboratori pensate per coinvolgere e sensibilizzare il pubblico – in particolare il mondo delle scuole – attorno a un tema cardine del dibattito contemporaneo. Il progetto, che parte con la stagione primaverile, è incentrato sul tema della rinascita; accanto a opere di Pietrantonio conservate nelle collezioni Intesa Sanpaolo, vengono presentati quattro suoi nuovi lavori site specific e una grande tela work in progress che sarà ultimata con la collaborazione degli iscritti ai laboratori, ideata per stimolare una riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura.

 

Biografia

Fabio Pietrantonio nasce a Torino nel 1966. Inizia la sua esperienza artistica in Sardegna come aiutante dello scultore Gaspare da Brescia partecipando alla realizzazione di opere a soggetto religioso commissionate dal Vaticano.
I viaggi e i lunghi soggiorni in Australia gli permettono di entrare in contatto diretto con la cultura degli aborigeni. Attingendo da una civiltà ancora legata a uno stile di vita primitivo e non contaminato dal progresso, prende piena coscienza una originale visione poetica votata a un ritrovato equilibrio interiore e a un armonico rapporto con la natura. In New Mexico ha modo di conoscere i Pueblos dei nativi americani scoprendo le suggestioni dei rituali e il fascino della celebrazione attraverso la simbologia del sacro. L’artista recepisce da queste culture un intimo messaggio e comprende l’importanza di superare gli stati di alienazione e le ansie che contraddistinguono la società occidentale contemporanea riscoprendo un originario rapporto con il creato. L’ordine “cosmico” del lavoro di Pietrantonio è espresso attraverso l’utilizzo di materiali come legno, pietra, polvere, sabbia e pigmenti equilibrato con i metalli, garze, tessuti, corde e anche petali di fiori. Oggetti che seleziona accuratamente prelevandoli da ambienti incontaminati per poi ricombinarli con attenzione sulla tela o durante performance rituali. L’anelito mistico che contraddistingue la ricerca di Pietrantonio travalica le singole credenze religiose e indaga, secondo una visione panteistica e sciamanica, il senso profondo di comunione e di ricongiungimento tra l’uomo e la natura. Attivo con mostre e installazioni in tutto il mondo, Fabio Pietrantonio ha scelto di vivere in luoghi appartati e sereni, tra la natura incontaminata delle Alpi e in Sardegna, traendo da questi luoghi una sorgente continua di ispirazione per le proprie opere.

 


NATURAL LOVE (Oltre la vita)

L’albero è il protagonista del fortunato ciclo Natural Love (Oltre la vita). L’artista riflette sulla dimensione archetipica e antropologica di questa immagine dai molteplici significati, rivolgendosi alla sua accezione più primitiva, nella quale si riassume il principio di un cosmo vivente in continua rigenerazione. Pietrantonio si insinua nella natura simbolica del ciclo vitale dell’albero che procede secondo il mutare delle stagioni opponendo alla morte un continuo processo di rinascita, in una sorta di loop di incessante rigenerazione. L’albero prosegue il suo percorso esistenziale di espansione che procede specularmente verso il cielo e nella terra incorporando dentro di sé la forza dei quattro elementi. In una straordinaria galleria di variazioni sul tema, l’artista esplora il rapporto tra l’uomo e la natura evidenziando i pericoli con cui vengono compromessi delicati e simbiotici processi vitali.

L’albero e l’artista sciamano
L’essenza purificatrice e taumaturgica dell’albero si lega alla simbologia dello sciamano, figura che l’artista ha avuto modo di conoscere direttamente durante una lunga permanenza nelle riserve degli aborigeni australiani. L’albero mette in connessione la volta celeste con la profondità degli inferi, la vita con la morte, il visibile con l’interiorità celata, così come lo sciamano sfida con il suo misticismo i misteri della natura, ponendosi come tramite tra la realtà sensibile e quella ultraterrena. 
Se il corpo umano è il centro dell’universo razionale nel pensiero umanistico-rinascimentale, la rappresentazione dell’albero ci dischiude i segreti della dimensione alchemica che Pietrantonio esplora soffermandosi sulla meccanica dei cicli vitali compromessi dal dissennato intervento umano. Conflitti, crisi, tensioni, rivolgimenti climatici producono effetti evidenti sulla natura, ed ecco che tra i rami si ripropongono le sostanze estranee assunte indiscriminatamente dalle radici, spesso sotto forma di lunghe corde, altro elemento sottratto alla mistica dello sciamano. Simbolo di ascesi, la corda nella variante annodata evoca la dimensione arcana dei legami cosmici, sociali ed esistenziali che l’artista intende sciogliere per favorire una possibile riconciliazione e un rinnovato equilibrio tra la natura e il suo figlio più consapevole.

Stefano Sbarbaro