Il Settecento veneto

La visita alle collezioni del Settecento veneto di Intesa Sanpaolo trova la sua naturale cornice nelle sale di Palazzo Leoni Montanari.

Le opere, di provenienze diverse e non coerenti con la storia dell’edificio, sono state disposte in quattro ambienti contigui e ordinate seguendo la logica dei comuni temi iconografici. Concentrare la visita della raccolta in poche sale, scelte volutamente tra quelle meno spettacolari dal punto di vista degli apparati di stucchi ed affreschi, permette di accompagnare il percorso del visitatore nel palazzo con le opportune sollecitazioni; talvolta si viene attratti particolarmente dalle decorazioni strettamente legate all’architettura dell’edificio, in altri casi invece sono i dipinti delle collezioni del Gruppo Intesa Sanpaolo a offrire maggiori spunti d’interesse.

Trentaquattro opere permettono di seguire le vicende della pittura veneta del Settecento in molti ambiti della sua produzione, rendendo possibile passare in rassegna tutti i generi pittorici che posero Venezia e la sua scuola al centro della scena artistica internazionale. Dei maestri della Serenissima si sentiva allora parlare alla corte di Francia così come in quelle di molti principi tedeschi, a Vienna nonché a Londra o a San Pietroburgo, e quando non fosse possibile ingaggiare direttamente quegli artisti itineranti in tutta Europa, era auspicabile ottenerne almeno le opere.
Completa il percorso dedicato alla collezione del Settecento veneto la scultura “La caduta degli angeli ribelli di Agostino Fasolato, una vera e propria piramide di sessanta figurine scolpite in un unico pezzo di marmo di Carrara alto quasi due metri.

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